9º giorno – ASSUAN – ABU SIMBEL – ASSUAN

Sveglia presto alle 2.45 in mattinata per recarci al sito archeologico di Abu Simbel a 40 km dal confine con il Sudan. Partiamo col pulmino alle 3.15 dall’hotel per recarci ad un punto di raccolta dove si radunano tutti i bus turistici alla volta del sito. Gli autobus e pulmini saranno stati un centinaio e nonostante il ritardo del secondo autista (necessario altrimenti non ci fanno partire), riusciamo ad aggregarci al gruppo.

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Fortunatamente la strada da Assuan ad Abu Simbel è messa bene (tranne piccoli punti di 50 metri) e si scorre bene lungo il deserto desolato.

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Arriviamo al sito dopo 3 ore, e nel vrande parcheggio si radunano, chi prima e chi dopo tutti i vari pulmini che facevano parte del convoglio.
L’ingresso ad Abu Simbel costa 80£ e comprende la visita al tempio di Ramsete II e al tempio di Hathor che il faraone fece dedicare a Nefertari, sua moglie nel 1.200 a.c.

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É interessantissima la storia del salvataggio del sito e di tutti gli altri 14 templi nubiani minacciati dal lago Nasser. Nel 1960 il governo egiziano intende costruire una diga a favore dell’energia elettrica che se ne ricaverebbe. Molti siti però, tra cui Abu Simbel e la stessa Philae, verrebbero sommersi dalle acque. Ha inizio così il più grande smontaggio, spostamento e rimontaggio della storia dell’archeologia. Costato 40 milioni di dollari nel 1960, tutto il sito di Abu Simbel, venne tagliato, caricato sui camion, spostato 60 metri più in alto e rimontato. All’impresa intervennero 5 nazioni estere tra cui l’Italia con Impregilo e il consorzio di Massa e Carrara per il taglio.

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Tappa successiva, breve sosta alla diga di Assuan, niente di che non è certo bella architettonicamente come quella del Vajont o quella di Hoover.

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Tra la diga e il centro di Assuan, ci fermiamo a vedere il tempio di Phile, posto sull’omonima isoletta. Prendiamo una barca che in 10 minuti ci porta al sito.

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Prima di arrivare in hotel ci fermiamo all’obelisco incompiuto, posto su di una collina all’interno di una cava di granito.

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Un rapido passaggio al suq di Luxor…

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E fine della serata in uno dei tanti ristoranti sul Nilo.

Io da buon bolognese provo gli spaghetti alla bolognese 🙂 (esperimento non riuscito).

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Qualcuno tenta anche con la pizza (devo dire molto buona).

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